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Un porto. Anzi due. Una celebre casa regnante, i Grimaldi. Un circuito automobilistico cittadino. Un casinò. Un museo oceanografico. Ville e grattacieli. Quindicimila abitanti. Ordine, pulizia, sicurezza, ricchezza. E gossip. Oltre al ben noto regime fiscale per cui il reddito prodotto sul territorio non è soggetto a tassazione. Questo è storicamente il principato di Monaco. Un luogo da sogno. Un'icona irraggiungibile. Una vetrina per vip o aspiranti tali. E, più prosaicamente, un contenitore di segreti con una patina dorata intorno.
Naturalmente per la maggior parte dei residenti che arrivano da altre zone del mondo, Montecarlo è un luogo ove celare la propria ricchezza senza dare troppe spiegazioni. Come funziona? Per avvantaggiarsi della politica fiscale monegasca sulle persone fisiche occorre stabilire la propria residenza entro il territorio del Principato. Il permesso di residenza (carte de sejour) viene rilasciato dalle autorità dietro presentazione di domanda corredata da un attestato di proprietà (o affitto) di un bene immobiliare locale e da una dichiarazione da parte di una banca locale che attesti il deposito di un capitale adeguato a un elevato standard di vita. E qui bisogna aprire una parentesi.
La banca specifica con una lettera che il soggetto ha capitali sufficienti. Un milione, un milione e mezzo di euro costituivano in tempo la liquidità minima per ottenere un sorriso dagli istituti di credito. Oggi però il settore bancario a Monaco è in crisi e bastano 2-300mila euro con un piano di investimenti proposto dalla banca per ottenere la famosa letterina. Perché la crisi? Molti vip se ne sono andati in seguito a scandali fiscali costati caro a esimi colleghi colti con le mani nel sacco. Uno su tutti, Luciano Pavarotti. Il tenore aveva la residenza a Monaco ma secondo il fisco italiano il suo centro d'interessi principale era in Emilia, dove aveva mantenuto ville, proprietà varie e scuderie. Così, dopo anni di tiraemolla legali, Pavarotti ha scucito alle casse dello Stato arretrati per 25 miliardi di vecchie lire. Da lì è cominciata un'emorragia di celebrità che hanno lasciato il principato alla volta di altri lidi. Sono rimasti quasi esclusivamente gli sportivi, come gli italiani Capirossi, Biaggi e Cipollini. E sono arrivate frotte di russi con valigie piene di banconote di provenienza ignota. Non tanto tempo fa se n'è andato anche Michael Schumacher, perché Schumi più che una persona fisica è una holding, considerati tutti i suoi investimenti e le sue società sparse in mezzo mondo. Perciò ha scelto la Svizzera, dove le tasse si pagano ma si concordano. Perché Montecarlo conviene solamente alle persone fisiche. Non alle società.
Facciamo un passo indietro. Residenza, dicevamo. La validità del permesso è inizialmente di un anno, e il documento va rinnovato ogni 12 mesi per i due anni successivi; in seguito, la validità diventa di 3 anni, e dopo 9 anni è possibile ottenere un permesso della durata di 10 anni. Coloro che sono in possesso di tale permesso possono anche richiedere la cittadinanza del Principato. Essendo Monaco un Paese a fiscalità privilegiata, come viene testualmente definito dalla legislazione italiana, spetta al cittadino italiano ivi residente dimostrare l'effettiva permanenza in loco per almeno 183 giorni l'anno, allo scopo di non essere sottoposto al regime fiscale italiano. E qui apriamo la seconda parentesi.
Dimostrare di risiedere in un luogo significa davvero esserci? Non necessariamente. Le prove della residenza monegasca sono normalmente qualificabili in ricevute di utenze domestiche, scontrini locali, prove cartacee che dimostrino come nel periodo in esame la persona sia davvero stata a Monaco. La persona o chi per lei, naturalmente. Perché le bollette si pagano anche a distanza e non è così difficile organizzare una raccolta di ricevute, biglietti del teatro, ticket del garage e quant'altro. Gli imbroglioni più evoluti effettuano anche variazioni nell'apertura e chiusura delle finestre di casa, con accensione e spegnimento delle luci inglobato.
Torniamo ai vantaggi fiscali. Perché sono ottimi per le persone fisiche, non per le società? Ci risponde il dr. Carlo Scevola, presidente della società londinese Carlo Scevola & Partners (www.carloscevola.com), specializzata in strategie d'investimento e offshore. «Il regime fiscale di Monaco prevede che i profitti delle società con un fatturato proveniente per oltre il 25% dall'esterno del Principato siano soggetti a un'aliquota del 35%; quindi, in modo contrario a quanto avviene nelle classiche giurisdizioni offshore, solo le imprese strettamente locali ottengono benefici fiscali. Inoltre, ogni impresa deve richiedere una specifica autorizzazione da parte del governo per potere stabilirsi in loco, presentando un dettagliato business plan. Non è prevista dall'ordinamento la classica IBC (International Business Company) tipica delle giurisdizioni offshore, ossia una società senza una presenza fisica in loco. L'assenza di tassazione per le persone fisiche rappresenta invece un atout per le aziende che intendano stabilire in loco centri di servizio, laboratori di ricerca, uffici logistici, e altre branches che non prevedono la realizzazione di profitti. Va comunque tenuta in considerazione l'alta incidenza sui costi dei contributi sociali, che essendo stabiliti al 40% dei salari rappresentano un forte disincentivo alla creazione di impresa. Monaco inoltre è di scarso interesse anche per la creazione delle classiche società finanziarie offshore (banche, assicurazioni, fondi di investimento), che oltre ad avere un regime fiscale sfavorevole si scontrerebbero con notevoli vincoli normativi».
Uno step importante, per comprendere bene il panorama monegasco è l'ambìto ingresso del principato nel Consiglio d'Europa, effettivo dall'ottobre 2004. «In sostanza, nonostante questo, nulla sta cambiando. Un esempio su tutti: dal primo luglio di quest'anno è in vigore nell'Unione Europea il STD (Saving Tax Directive) ma Monaco non ha ancora effettuato le modifiche necessarie nella propria legislazione per armonizzarsi alle direttive europee. L'ingresso nel Consiglio resta un importante passo avanti nel riconoscimento internazionale del Principato».
Alla fine, Monaco figura nella lista nera dei cinque disobbedienti dell'OCSE, cioè i cinque paesi che non hanno ancora adottato una politica di trasparenza economico-finanziaria aprendo il proprio sistema informativo alle richieste di informazioni provenienti da altri Paesi,. «Pur non essendo inserito nella black list della FATF (Financial Action Task Force on Money Laundering), Monaco è ancora in quella dell'OCSE, è vero. Di questo ormai ristretto club fanno parte, oltre al Principato, Andorra, Liberia, Liechtenstein, e le Isole Marshall. E' evidente che ciò danneggia l'immagine del piccolo stato, e lo relega in una posizione di secondo piano nell'ambito della finanza internazionale».
Ora abbassiamo la voce e chiudiamo con un suggerimento operativo: è utile o conveniente pensare a MOntecarlo nel 2005 come a un luogo da inserire in un pacchetto di strategie per l'elusione fiscale o il buon investimento? « Monaco può entrare a far parte di una strategia globale se vi sono le adeguate premesse, ma raramente si candida ad essere la "soluzione unica" per il cliente E poi va bene per gli "anziani": viverci davvero è clamorosamente noioso». Previsioni per il futuro? Su questo fronte il dr. Scevola, forte dell'esperienza e professionalità acquisite negli anni, non ha dubbi: «Il mito di Monaco si è sfatato, e le zone d'ombra che ne caratterizzavano la piazza si sono dissolte. Diventerà un paese con cui fare business, come Lussemburgo. Niente di più. Tenete d'occhio invece la Lettonia, dove la nostra società è da tempo fortemente attiva: grosse opportunità, un sistema bancario paragonabile a quello svizzero ma all'interno della comunità europea, aliquota unica al 25%, costo del lavoro pari a un sesto di quello italiano, senza i problemi di cultura della Cina».
Carlos Sccevola & Partners: Startegic Consulting, Strategic Business Consulting, Offshore Financial Consultant, Independent Financial Consulting, Elusione fiscale Consulting, Offshore Company, Commodity Trading Advisor, Elusione fiscale, Offshore Banking License, Offshore Consulting, Offshore Financial Advisor, Offshore Yacht Registration, Consulenza strategica, Ibc Registration, Marketing, Consulenza offshore, Offshore Advisory, Società offshore, Offshore licenses
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